La motivazione e l'orientamento

La motivazione e l'orientamento

La motivazione e lorientamento Dott.ssa Daniela Di Bernardo Psicologa-psicoterapeuta Esperta in orientamento scolastico professionale L'attimo fuggente - https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=gddhz1X3jXA Pensieri pericolosi - https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=TOV5_hX5Vrw La Famiglia Belier -

https://www.youtube.com/watch?time_continue=98&v=dNtHRTwDVkQ Genitori e figli. Agitare bene prima dell'uso - https:// www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=iqhCw8wKYwM Scoprendo Forrester Goodbye, Mr. Chips - https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=YyF8lBuO1lk https://www.youtube.com/watch?v=BTu3u7wyXqA

Orientamento formativo ed educazione affettivoemozionale a sostegno dellinteresse e della motivazione dello studente: possibile insegnare a voler apprendere? Un elemento cruciale nel successo scolastico spesso rappresentato da un atteggiamento corretto verso lapprendimento. Come influiscono le motivazioni sullo studio? Che attinenza hanno le emozioni con il successo scolastico? Cosa sono gli stili attributivi, e che ruolo giocano nellabilit di studio? Cos lautoefficacia, cos la percezione di autoefficacia ( Bandura, 2000)?

Il ruolo dellinsegnante un ruolo cruciale per lalleanza necessaria allo studente per mettersi in gioco nella fatica dellapprendere (Boscolo, 2002). La motivazione Per motivazione sintende tutto ci che spinge l'essere umano a perseguire determinati scopi. La motivazione il perch delle azioni, il fine che spinge luomo ad impegnarsi per soddisfare i propri bisogni; il dirigersi di un soggetto verso un oggetto desiderato, verso uno scopo. ( A. Gentile, 2014) La motivazione processo multifattoriale nel quale entrano in gioco diversi aspetti correlati tra loro in modo continuo e dinamico: aspetti emotivi (le rappresentazioni di obiettivi); aspetti cognitivi (l'uso di differenti strategie di apprendimento); aspetti metacognitivi (la capacit del soggetto di riflettere sul proprio apprendimento o sull'attivit di studio e di ricerca); aspetti psicologici (relativi alla percezione di autoefficacia del concetto di s); aspetti didattici (legati all'uso di determinati mediatori o metodologie didattiche nei

processi di insegnamento-apprendimento). La motivazione La motivazione quel costrutto che ci spinge ad affrontare o evitare compiti e situazioni. Nellambito dellapprendimento scolastico, la motivazione pu essere definita come un insieme di spinte interne e di pressioni esterne che promuovono il desiderio di impegnarsi nello studio, contrapposte ad altre che determinano un allontanamento e la tendenza allevitamento (i cui rischi sono: abbandono precoce della frequenza; scarso o nullo interesse per lattivit scolastica; rifiuto dellimpegno nello studio..., in altri termini, appunto con la demotivazione scolastica.) Psicologia delleducazione e motivazione: contributi e ricerche principali

Teoria comportamentistica: il rinforzo quale strumento capace di potenziare e conservare la motivazione dellallievo. Il limite la difficolt di svincolare lapprendimento dalla dipendenza dal rinforzo, tanto da farlo divenire attivit motivante e gratificante in s. Apprendimento per scoperta (anni 60-70): quale attivit privilegiata, capace di fare apprendere attraverso la spinta naturale dellindividuo alla curiosit e appunto alla scoperta. Il limite il non considerare lapprendimento quale fine a se stesso, ma quale mezzo per soddisfare un bisogno (pulsione esploratoria) impoverendone dunque il significato. Altri contributi di ricerca Motivazione intrinseca (Berlyne -1960,1965 e White - 1959): si distinguono differenti forme di curiosit, mosse non soltanto dallesigenza di rispondere a

bisogni primari, ma proprio da curiosit epistemica, cio dal desiderio di sapere, di conoscere di pi, di manipolare lambiente, le cose. Motivazione di competenza (S. Harter -1992, Bouchey e Harter, 2005) quale spinta intrinseca ad apprendere e a conoscere: la percezione della propria competenza influenza il senso di soddisfazione intrinseca del bambino e accresce la sua motivazione a intraprendere successivi comportamenti di padronanza. Linverso accade invece ai bambini che hanno avuto una storia di insuccessi: la percezione di scarsa competenza e di disapprovazione per i risultati delle proprie attivit pu creare ansia e attenuare la motivazione a intraprendere nuovi comportamenti di padronanza. E possibile insegnare a volere apprendere? Alla base della motivazione intrinseca stanno sia componenti cognitive sia appunto emotivo-motivazionali: perch ciascun allievo voglia imparare, lapprendimento oltre che aumentare la competenza, deve produrre

una vera e propria sensazione di benessere emotivo-cognitivo insieme. Motivazione al successo (Weiner -1986, 2010): dimostra come le reazioni cognitive individuali al successo e allinsuccesso ovvero le attribuzioni permettono di predire il comportamento orientato al successo. In particolare, ciascuno di noi, adulto o bambino che sia, per spiegare a se stesso il successo o linsuccesso ottenuto in una situazione o compito in cui si impegnato, prende in considerazione quattro cause fondamentali: a)labilit; b)lo sforzo; c) la difficolt del compito; d)la fortuna. Motivazione intrinseca ed estrinseca Si pu essere motivati contemporaneamente da pi tipi di motivazione.

Ecco alcune risposte di studenti in risposta alla domanda che chiedeva loro che cosa li motivasse nel loro impegno scolastico: La mamma, la voglia di essere promossa, ricevere il cellulare, poter realizzare il sogno di diventare veterinaria. (Valeria, 13 anni) La soddisfazione di avere voti alti, conoscere cose che mi permettono di capire e apprezzare le cose che mi circondano. Finch vado bene a scuola posso impegnarmi anche in altre attivit che mi piacciono (questo mi spinge ad impegnarmi nello studio, in modo da studiare per il minor tempo possibile). (Fabrizio, 17 anni) POSSIBILE INSEGNARE A CREDERE NELLE PROPRIE CAPACIT DI APPRENDIMENTO?

Quanto uno studente si percepisce competente nellaffrontare un determinato compito? Perch alcuni studenti reagiscono alle difficolt considerandole come una sfida, come unopportunit per imparare cose nuove, mentre altri le vivono come una dolorosa condanna al fallimento o come una dimostrazione di mancanza stabile di abilit? Lo studente convinto che le proprie abilit siano modificabili e possano quindi migliorarsi con il tempo (teoria incrementale: bravi si diventa) solitamente affronta con pi caparbiet compiti sfidanti, poich lobiettivo finale quello di accrescere il proprio sapere e le proprie conoscenze attraverso lesercizio ( su cui si ha la sensazione di avere il controllo che va ad alimentare il senso di autoefficacia percepita); gli errori sono vissuti come incentivo al miglioramento. Daltro canto lo studente che crede, invece, di essere nato con un certo bagaglio di competenze e abilit (teoria entitaria: bravi si nasce) tende a evitare quelle situazioni in cui c il pericolo di non riuscire, di risultare incapaci, poich limpegno volto a ricercare il giudizio positivo dellinsegnate. (Dweck - 2000) Entrambi gli obiettivi di padronanza e di prestazione possono contribuire al successo e in alcuni casi coesistono nello stesso studente

I sei comportamenti associati alla motivazione (Maehr): Orientamento dellattenzione: uno studente pu apparire motivato da un compito piuttosto che da un altro, da una disciplina piuttosto che da un'altra e pu essere motivato a raggiungere obiettivi diversi da quelli stabiliti dall'insegnante. Perseveranza: la disposizione a non scoraggiarsi davanti alle difficolt. Livello di attivit: lo sforzo e la costanza impiegati in un compito o in unattivit. Motivazione personale: la motivazione non sostenuta da stimoli esterni. Tempo impiegato: a volte, impiegare molto tempo in un compito o in un'attivit pu essere

indice di scarsa motivazione. Prestazione: comportamento da non considerare n come conseguenza diretta dei primi quattro n come indice prioritario della motivazione, anche se per gli insegnanti pi facile riconoscere i problemi motivazionali dello studente che non ottiene un buon rendimento. Altre due dimensioni fondamentali Lauto-orientamento: caratterizza la percezione delle proprie capacit, il livello di autostima, il senso di autonomia, gli obiettivi, le aspettative, la valutazione del grado di difficolt di un compito o di una attivit, la considerazione dellimportanza e rilevanza del compito; Lorizzonte delle emozioni sia negative che positive,

provate in situazioni di apprendimento. Motivazione, apprendimento e autoefficacia Lautoefficacia il credere di essere capace. (Bandura - 2000) La percezione di autoefficacia un fattore personale che media linterazione tra comportamento ed elementi socio-ambientali. In particolare, la percezione che una persona ha della propria efficacia un buon predittore del suo atteggiamento verso il compito (affrontarlo o meno), dello sforzo impiegato e della perseveranza (continuare a impegnarsi anche di fronte alle difficolt). Inoltre, la percezione che una persona ha della propria efficacia influenza ed influenzata dagli stili cognitivi, dalle proprie preferenze, dallattivazione e dalla performance. E quindi di un costrutto multidimensionale, che pu variare a seconda della situazione e del momento.

Le fonti dellautoefficacia Le esperienze di successo (da riconoscere e valorizzare), Lesperienza vicariante (ovvero losservazione di come gli altri raggiungono il successo), La capacit immaginativa (ovvero lanticipazione degli esiti possibili di una azione), Gli stati fisiologici ed emotivi (la gestione dellansia, della paura da prestazione, della delusione). Come promuovere autoefficacia in uno studente che non fa che collezionare brutti voti? E proprio su queste persone che lazione orientativa di promozione del senso di autoefficacia ed autodeterminazione diventano pi utili!

Consiglio operativo: osservare la persona al di l dello studente. Partire dal rintracciare esperienze di successo al di fuori dei compiti scolastici al fine di rintracciare competenze, che magari a scuola rimangono inespresse. Cercare di creare delle condizioni in cui sia possibile sperimentare un successo su cui poter poi lavorare. Attenzione! Non serve banalizzare il compito, anzi tale strategia pu avere leffetto opposto. Occorre quindi cercare di portare lo studente a dei successi che possano essere riconosciuti tali. Per fare questo ladulto, operatore dellorientamento o insegnante deve essere mosso da 2 convinzioni: 1. tutti hanno delle competenze e possono vivere esperienze di successo; 2. anche le attivit esterne a quanto io (come insegnante o operatore) conosco, insegno e considero importante per me possono costituire contesti significativi di successo e sta a me (adulto) aiutare il giovane ad individuare le sue aree di successo, al di l della valutazione del suo successo o meno nella mia area di competenza.

Gli insegnanti I docenti, in quanto interlocutori privilegiati dei giovani in formazione, sono chiamati a svolgere un compito complesso, ma anche entusiasmante, mettendo in atto sempre nuove strategie e utilizzando strumenti innovativi per accompagnare giovani e famiglie nel difficile percorso della scelta dei percorsi di formazione. E linsegnante il primo riferimento degli studenti e dei genitori: il suo agire professionale e la sua capacit di cogliere i bisogni e le risorse degli/delle allievi/le sono strumenti insostituibili nel percorso di orientamento che si sviluppa durante gli anni della formazione scolastica. A scuola non si pu non orientare

in modo indiretto, involontario, casuale, spesso eccezionale attraverso lattrazione (docente significativo che trasmette passione per una disciplina) o attraverso repulsione (docente che non facilita lapproccio alla materia, non stimola curiosit e motivazione allapprendimento), oppure in modo diretto e consapevole attraverso unattivit mirata di attribuzione di senso a ci che si fa durante lattivit didattica. Lesperienza scolastica influenza nellallievo la definizione dei limiti massimi di aspirazione educativa e professionale (fino a dove posso arrivare) mentre la famiglia definisce i limiti minimi (sotto quale livello non posso permettermi di andare). Tale constatazione attribuisce alla scuola una grossa responsabilit sociale. Ed proprio in questa cornice che la scuola diventa contesto di promozione delle potenzialit e ampliamento delle opportunit. Il lavoro degli insegnanti nel processo di orientamento Il docente in classe possiede due strumenti principali di lavoro:

1. la didattica orientativa, che riveste un ruolo cruciale nello sviluppo delle competenze orientative di base e nella educazione allauto-orientamento, 2. la funzione tutoriale, che associata alla funzione di accompagnamento personalizzato e al monitoraggio dei percorsi formativi. Il docente esplica tale funzione tutoriale facendosi moltiplicatore delle risorse didattiche, facilitatore delle dinamiche individuali e/o di gruppo, guida nei processi di apprendimento, ottimizzatore dei processi formativi, interfaccia tra tutte le istituzioni formative e la societ. Tali competenze e capacit non si possono improvvisare, ma devono essere costruite nel tempo e aggiornate!

I bisogni degli adolescenti e le dinamiche nelle quali essi affrontano la scelta formativa: la voce diretta dei protagonisti Lassurda scelta di Marta Non capisco perch Marta si limiti cos, non prenda in considerazione altre strade, voglia solo fare la parrucchiera, potrebbe desiderare altro, fare di pi! commenta l insegnante di francese. La cugina fa la parrucchiera, ha un suo salone, io ogni tanto laiuto, si guadagna bene dice la madre e genitore unico di Marta. Ed cos che una opzione ritenuta quasi assurda trova un senso nella storia famigliare della ragazza. Di questo lorientamento dovrebbe tener conto, supportando il riconoscimento di nuove possibilit, ma senza disconoscere il senso di quelle al momento considerate.

Da un punto di vista operativo opportuno che gli interventi di orientamento non si limitino a considerare i figli, ma che puntino al coinvolgimento parentale e allincremento di positive relazioni non solo fra genitori e figli ma anche fra famiglie e scuola. I buoni interlocutori per lanalisi delle informazioni Lorientamento informativo (da alcuni studiosi non considerato neppure un vero e proprio orientamento), la pratica orientativa da pi tempo diffusa nella scuola (accompagnamento a saloni, open-day, ricerca di consulenti per la descrizione sistema scolastico o del mercato del lavoro ecc.). Tuttavia affinch tali informazioni siano efficaci importante che gli studenti abbiano gli strumenti per codificarle, per rileggerle criticamente e per ricercarne successivamente di nuove. Su questi processi anche gli insegnanti possono assumere la funzione importante di mediatori, ovvero non tanto di esperti nel merito dei contenuti dellinformazione, quanto di tutor nel gestire ed elaborare queste informazioni una

volta ottenute (attraverso momenti dedicati al confronto e alla narrazione di s, dei propri progetti, dei propri interessi). Atteggiamento educativo efficace Linsegnante non va inteso come colui che in grado di modificare la motivazione dei suoi alunni dallesterno, ma come quella figura in grado di interagire sullorientamento motivazionale attraverso le attivit didattiche che propone, lo stile di valutazione che adotta, e in modo indiretto, attraverso le proprie convinzioni personali in relazione al concetto stesso di motivazione (Boscolo - 2002). Le manifestazioni di demotivazione sono una reazione degli allievi alla minaccia al loro senso di valore.

Allinsegnante affidato il compito di stimolare e mantenere la motivazione degli allievi attraverso: un atteggiamento di rinforzo, non punitivo, non frustrante ma capace di muovere allautosoddisfazione; la predisposizione di situazioni e attivit da cui gli alunni possono trarre sollecitazioni a impegnarsi nellapprendimento, garantendo quella condizione di sfida ottimale in cui il compito sia difficile tanto da incuriosire e favorire lo sviluppo di conoscenze, ma non da condurre a frustrazioni, fuga dal compito, apprendimento apparente, e vero e proprio insuccesso; lattenzione agli atteggiamenti, alle aspettative e alle attribuzioni con cui gli alunni interpretano il proprio successo e i futuri sviluppi di questo; la promozione di una teoria incrementale capace di sostenere gli allievi nei momenti di fatica, che ovviamente lapprendimento comporta. DI CERTO IL COMPITO NON SEMPLICE, MA NON PU ESSERE DISATTESO PERCH GLI EFFETTI DELLA DEMOTIVAZIONE SCOLASTICA SONO DI CERTO TROPPO RISCHIOSI.

Didattica metacognitiva Allinsegnante non spetta il ruolo di dispensatore di ricompense, o di riconoscitore del valore personale dei suoi allievi, ma quello di facilitatore di apprendimenti, in cui ciascun allievo pu avere probabilit di successo. Il che a propria volta ha come prerequisito specifico una individualizzazione degli obiettivi di apprendimento, sia nel senso di una adeguazione degli obiettivi alleffettiva capacit dei soggetti, sia nel senso di una differente gestione che ciascun allievo pu e deve fare del proprio apprendimento. (Covington - 2000; Covington e Mueller, 2001) Se gli alunni devono trovare motivazione intrinseca nellapprendere, essi devono cio poter gestire pi autonomamente le proprie risorse, divenendo consapevoli dei propri limiti e delle proprie competenze. Dimensione valutativa Una delle indubbie funzioni esplicitamente orientative della scuola quella di consegnare

un consiglio orientativo finale. Le modalit con cui lo si comunica sono tuttaltro che indifferenti. E poco orientativamente educativo offrire consigli squalificanti, fondati su ci che lalunno non sa su cui non riesce per il quale non portato. (Questo spesso accade quando vengono consigliate scuole professionali). Indipendentemente dalle opinioni personali in merito, non possibile svolgere un ruolo orientativo efficace svalorizzando (implicitamente o esplicitamente) i percorsi consigliati! Pur non nascondendo le differenze effettive esistenti tra le diverse tipologie di scuole, indispensabile, sempre a supporto di una transizione positiva, riconoscerne le diverse potenzialit. La motivazione dellinsegnante La motivazione di insegnanti e studenti in realt parte di

uno stesso processo, in cui entrambi, pur nella diversit chiara e inequivocabile dei loro ruoli, sono coinvolti costantemente, in modo che il risultato del processo dipenda dalla loro interazione. E lo stesso processo di apprendimento/insegnamento a permettere e richiedere uninterazione cos stretta; e gli stessi meccanismi che vengono spesso citati per spiegare la motivazione degli studenti valgono in realt anche per gli insegnanti. Approccio metacognitivo Gli sforzi degli insegnanti, come quelli degli studenti, non dovrebbero essere diretti a costringere o costringersi a fare comunque qualcosa, quanto piuttosto ad evolversi, a muoversi lungo il continuum (motivazione intrinseca ed estrinseca) dinamico, anche se lequilibrio sempre

instabile e va raggiunto momento per momento. Diventa cos importante un atteggiamento di riflessione, di consapevolezza dei motivi, vari e diversi, per cui facciamo qualcosa. Auguro a tutti VOI che operate nella scuola, un convinto buon lavoro! La pratica dellorientamento in costante evoluzione, perch connessa al continuo cambiamento di tutti gli attori e i contesti coinvolti (ragazzi, societ, famiglie, scuola, mondo del lavoro): dalla consapevolezza di questa complessit discende lesigenza di abbandonare una visione deterministica dellorientamento e la necessit, da parte di tutti gli adulti in gioco, di essere consapevoli del proprio ruolo, che richiede oggi, pi che mai, la capacit di accogliere la sfida del lavoro di rete e dellintegrazione tra gli attori dellorientamento. Questultima una condizione necessaria, se pur non sufficiente,

per motivare ad apprendere e per motivarsi a insegnare! Bibliografia Bandura A. (2000), Autoefficacia. Teoria e applicazioni, Erickson; Boscolo P. (2002), La motivazione ad apprendere tra ricerca psicologica e senso comune, Scuola e Citt, 52, pp. 81-92; Covington M.V. e Mueller K. J (2001), Intrinsic versus extrinsic motivation: An approach/ avoidance reformulation, Educational psychology review, 13-2, pp. 157-176; Covington M.V. (2000), Goal theory, motivation, and school achievement: An integrative review, Annual Review of Psychology, 51, pp. 171-200; Dweck C. S. (2000), Teorie del s. Intelligenza, motivazione, personalit e sviluppo, Erickson; A. Maslow, Motivazione e personalit, Roma, Armando, 2010;

D. Stipek, La motivazione nellapprendimento scolastico. Fondamenti teorici e orientamenti operativi, Torino, SEI, 1996; Caprara G.V. (a cura di), La valutazione dellautoefficacia. Erikson. Fonti Piano nazionale orientamento Lucangeli, Miur 2011; Guida di orientamento per insegnanti - Direzione Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro della Regione Piemonte Settore Standard Formativi Qualit ed Orientamento professionale aprile 2012; Motivare ad apprendere, motivarsi a insegnare - Relazione tenuta al Convegno ANFIS "Professione docente oggi: fra motivazione e valorizzazione" Bari, 10 ottobre 2015 - Luciano Mariani

www.qtimes.it articolo La centralit della motivazione nei processi di apprendimento di Andrea Gentile gennaio 2014

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