Strumenti dell'analisi del testo poetico.

Strumenti dell'analisi del testo poetico.

Strumenti dellanalisi del testo poetico. Prof.ssa A. Bonomo Aspetto formale Per una completa analisi del testo poetico occorrer prestare attenzione a diversi livelli dindagine:

- Livello fonico - Livello lessicale - Livello morfologico e sintattico - Livello retorico - Livello metrico e ritmico - Aspetti contenutistici Livello fonico

Sillabe ricorrenti Vocali aperte / vocali chiuse Paronomasia (accostamento di parole che hanno suono simile ma significato diverso usate con l'intento di ottenere particolari effetti fonici; come ad es. amore amaro; traduttore traditore) Assonanze ricorrenti (il ricorrere di vocali uguali) /consonanze ricorrenti (il ricorrere di sillabe uguali o simili, anche inverse e anche in parole non direttamente consecutive che hanno pi spesso a che fare con la rima: sono utilizzate spesso per creare rime imperfette, in fine e allinterno del verso. Allitterazione: LALLITTERAZIONE vera e propria consiste nella ripetizione del suono iniziale di una parola nella parola successiva. E molto utilizzata anche nei modi di dire e nella pubblicit oltre che nella poesia nei modi di dire: far fuoco e fiamme; mettere a ferro e fuoco; vivo e vegeto; tener testa; tessere trame; stinco di santo; andar per mari e per monti; molto usata anche negli slogan pubblicitari: Spic e Span; Amadori per veri amatori Onomatopee: parole che riproducono attraverso suoni linguistici il rumore o il

suono associato alloggetto cui esse stesse fanno rifeirmento mediante un processo definito fonosimbolismo. EX: il tuono rimbomb di schianto:rimbomb, rimbalz, rotol cupo Livello lessicale parole poetiche, parole appartenenti a lessici specialistici e/o tecnici; aggettivi frequenti / aggettivi rari (presenza di dittologie: coppia di vocaboli dal significato affine o

dalla forma morfologica equivalente, collegati tra loro dalla congiunzione) lunghezza / brevit delle parole avverbi, congiunzioni,ecc pronomi personali Livello morfologico tempi e modi dei verbi (loro dislocazione allinterno del componimento) ipotassi / paratassi: nella paratassi il periodo costruito secondo una logica di accostamento delle sue proposizioni, che rimarranno quindi del tutto indipendenti. In questo caso abbiamo una limpida "coordinazione" e tutti gli elementi utilizzati si trovano allo stesso livello. Un esempio: Sta arrivando. Gli vado incontro. Sta piovendo. Prendo l'ombrello. Nell'ipotassi avviene l'esatto opposto, dal momento che alla coordinazione di due elementi, troviamo una netta subordinazione, un vero e proprio assetto gerarchico tra le parti in causa. Il termine ha origini greche: hiptaxis= dipendenza da hip= sotto e taxis= ordinamento, in questo caso ritorna la dipendenza da una reggente. Un

esempio: Poich o dal momento che loro stanno arrivando, io gli vado incontro la sintassi coincide / non coincide con la metrica: fine verso = fine periodo ? pausa interna al verso = punto fermo ? Enjambement: Dal francese enjamber, "oltrepassare"): si ha un enjambement quando la fine di un verso non coincide con la fine di una frase e la frase continua nel verso seguente Ex: Ma sedendo e mirando, interminati spazi di l da quella, e sovrumani silenzi..... (G. Leopardi, Linfinito) Livello retorico

Presenza o meno di figure retoriche (in Inglese Figures of Speech) quali: 1) iperbato (rottura dell'ordine naturale della frase o del periodo) Ex: ma valida venne una man dal cielo 2) anafora (ripetizione della stessa parola all'inizio di versi o di frasi consecutive) 3) chiasmo: consiste nella disposizione incrociata degli elementi costitutivi di una frase, in modo che l'ordine logico delle parole risulta invertito Ex: io solo combatter, procomber sol io (Leopardi) Livello retorico 2

4) climax: consiste nella disposizione di frasi, sostantivi e aggettivi in una progressione a scala, secondo cio una gradazione ascendente, a suggerire un effetto progressivamente pi intenso. Ex: sussurrava, parlava, gridava. 5) similitudine: paragone istituito tra immagini, cose, persone e situazioni, attraverso la mediazione di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (come, simile a, a somiglianza di) Livello retorico 3

4) metafora: (Dal greco metaphrein, trasportare). Consiste nel sostituire a una parola un' altra parola legata alla prima da un rapporto di somiglianza. Cos, la metafora "Sei una volpe" molto pi forte dell'abbreviazione della similitudine "sei furbo come una volpe. Le metafore possono essere costruite in vari modi: - con un sostantivo ("una montagna di compiti"; "una salute di ferro" ); - con un aggettivo ("gli anni verdi"=della giovinezza); - con un verbo ("il pavimento della stanza balla"); Livello retorico 4

metonimia : Consiste nella sostituzione di un termine con un altro, con cui in rapporto: la causa per leffetto, leffetto per la causa, la materia per loggetto, il contenente per il contenuto, lo strumento al posto della persona, lastratto per il concreto, il concreto per lastratto, il simbolo per la cosa simbolizzata. Es:saccendon le finestre ad una ad una come tanti teatri. (V. Cardarelli, Sera di Liguria, 5-6) -le finestre sono illuminate - la causa per leffetto Es: Mentre Rinaldo cos parla, fende con tanta fretta il suttil legno londe,

(L. Ariosto, Orlando furioso, Canto XLIII, LXIII) - barca materia per oggetto Es: Tutta vestita a festa la giovent del loco lascia le case, e per le vie si spande; (G. Leopardi, Il passero solitario, 32-34) - giovani lastratto per il concreto Livello retorico 5 Sineddoche: utilizzazione in senso figurato di una parola di significato pi o meno ampio della parola propria. Fondata essenzialmente su un rapporto di estensione del significato della parola, questa figura esprime la parte per il tutto (vela invece di

nave); il tutto per la parte (una borsa di foca, per indicare una borsa fatta di pelle di foca); il singolare per il plurale e viceversa (l'italiano molto sportivo); il genere per la specie (mortale per l'uomo) Livello retorico 6 Sinestesia: consiste nell'associare, all'interno di un'unica immagine, sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, che in un rapporto di reciproche interferenze danno

origine a un'immagine vividamente inedita (es.: colore caldo; musica dolce; urlo nero) Iperbole: esagerazione Es: Ti amo da morire Litote: attenuazione di un concetto mediante la negazione del contrario Es: Nei Promessi Sposi, Manzoni, anzich dire che Don Abbondio era un vile, dice che "di certo non era un cuor di leone". Ossimoro: forma di antitesi di singole parole che vengono accostate con effetti paradossali (es. paradiso infernale, ghiaccio bollente) Livello metrico e ritmico il verso Lindividuazione del numero di sillabe accenti ritmici (ictus) e loro effetto sul senso

cesure: coincidono / contraddicono pause semantiche le strofe e la rima: Il verso Il verso non altro che una riga di una poesia, la sua unit ritmica minima di lunghezza variabile. formato da sillabe, che nella tradizione della letteratura italiana possono variare da due a sedici. Ma non mancano poeti che sporadicamente hanno usato versi costituiti da un numero di sillabe pi alto Es: Verso di 19 sillabe: e/ ber/r/ del/ suo/ vi/no,/ tor/chia/to/ le/ se/re/

dau/tun/no in/ can/ti/na (C. Pavese, Atlantic Oil, v 32) Il ritmo Il ritmo la cadenza musicale da cui deriva larmonia poetica che caratterizza il verso. Esso dato dal numero delle sillabe del verso e dagli accenti ritmici disposti secondo particolari schemi in ogni tipo di verso. Gli accenti ritmici sono gli accenti fondamentali che cadono sulle sillabe toniche, cio accentate, dove la voce si appoggia. Esempio Ritmo lento e monotono come una nenia: Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca.

Senti: una zana dondola pian piano. Un bimbo piange, il piccol dito in bocca; canta una vecchia, il mento sulla mano. La vecchia canta: Intorno al tuo lettino c rose e gigli, tutto un bel giardino. Nel bel giardino il bimbo saddormenta. La neve fiocca lenta, lenta, lenta. (G. Pascoli, Orfano) Es Ritmo veloce e martellante: Scatta un comando: un fischio di rimando querulo, acuto, lungo, fora laria,

e il treno si divincola su le rotaie sussultando e ansando. Ditro qulche vtro qulche vso binco Cesareo, Parte il treno Es Ritmo danzante: Quant bella giovinezza che si fugge tuttavia:

chi vuol esser lieto, sia, di doman non c certezza. Quest Bacco e Arianna, belli, e lun dellaltro ardenti: perch l tempo fugge e inganna, sempre insieme stan contenti. Lorenzo il Magnifico, Canzona di Bacco, vv 1-8) Es Ritmo spezzato: Come questa pietra del S. Michele cos fredda cos dura cos prosciugata cos refrattaria

cos totalmente disanimata Come questa pietra il mio pianto che non si vede La morte si sconta vivendo (G. Ungaretti, Sono una creatura) N.B Ma esiste anche il ritmo musicale, epico, solenne, meditativo Il verso 2

I versi italiani si classificano in base al numero delle sillabe di cui sono composti. Si hanno dieci tipi di versi, di cui cinque parisillabi (2, 4, 6, 8, 10 sillabe) e cinque imparisillabi (3, 5, 7, 9, 11 sillabe). Essi sono: il bisillabo o binario di due sillabe; il ternario o trisillabo di tre sillabe; il quaternario o quadrisillabo di quattro sillabe; il quinario o pentasillabo di cinque sillabe; il senario di sei sillabe; il settenario di sette sillabe; lottonario di otto sillabe; il novenario o enneasillabo di nove sillabe; il decasillabo di dieci sillabe; lendecasillabo di undici sillabe.

Versi doppi Si dicono doppi i versi uguali, in coppia nella stessa riga, interrotti da una pausa o cesura. Essi sono: Doppio quinarioDoppio senario Doppio settenario o martelliano o alessandrino Doppio ottonario Es di doppio senario: Dagli trii muscsi, / dai Fri cadnti (A. Manzoni) N. B DIVISIONE IN SILLABE!

ogni sillaba deve contenere almeno una vocale una vocale o un dittongo posti allinizio di una parola e seguiti da consonante costituiscono una sillaba o-ra-rio, au-gu-rio le vocali dei dittonghi e dei trittonghi non si dividono mai Es: Mie le , a iuo la (tranne che nelle parole composte nelle quali il primo elemento termina per i e il secondo elemento inizia per vocale. Linsieme risultante non un dittongo e pu essere diviso: es ri e-du ca- re Altro elemento importante nella enumerazione delle sillabe di un verso l'elisione o fusione di due o tre vocali di seguito: E man-gia e be-ve e dor-me e ve-ste pan-ni.

la s seguita da una o pi consonanti forma generalmente una sillaba con la vocale seguente e non con la precedente Es: a stro; ri spon de re Verso Il bisillabo ha per forza un solo accento sulla prima sillaba: Es: Ditro Il ternario ha un unico accento ritmico sulla seconda sillaba: Es: Si tce Il quaternario ha due accenti sulla prima e sulla

terza sillaba: Es: cco il mndo Il quinario ha due accenti: uno sulla prima o seconda sillaba, laltro sulla quarta sillaba: Es: Vva la chicciola Il senario ha due accenti ritmici: uno sulla seconda e laltro sulla quinta sillaba:Es: E cdono lre Verso Il settenario ha un accento fisso sulla sesta sillaba e laltro mobile su una delle prime quattro Es: Llbero a cui

tendvi Lottonario ha gli accenti ritmici sulla terza e sulla settima sillaba: Es: Quant blla giovinzza Il novenario ha tre accenti ritmici che cadono sulla seconda, sulla quinta e sullottava sillaba: Es: Il girno fu pino di lmpi Il decasillabo ha gli accenti ritmici sulla terza, sulla sesta e sulla nona sillaba: Es: Soffermti sullrida spnda Lendecasillabo un verso di undici sillabe con accenti in posizione libera, se si esclude lultimo che cade sempre sulla decima sillaba Es: Tanto gentle e tanto onsta pre (4, 8, 10) Figure metriche Nel computo delle sillabe bisogna tener presenti le cosiddette figure metriche : Elisione o sinalefe: fusione in una sola sillaba della vocale finale di una parola e della vocale iniziale della parola

successiva: Ex: e il naufragar m dolce in questo mare (G. Leopardi, Linfinito, v 15) Iato o dialefe: fenomeno opposto alla elisione, per il quale la vocale finale di una parola e la vocale iniziale della parola successiva formano due sillabe distinte. Ex: Gemmea laria, / il sole cos chiaro (G. Pascoli, Novembre, v1); Figure metriche 2 Dieresi: separazione di due vocali formanti dittongo, per cui, invece di una sillaba, se ne hanno due. Ex: e arriso pur di vis /on leggiadre (G. Carducci) Sineresi o sinizesi: fenomeno opposto alla dieresi, per cui sono considerate come unica sillaba due o tre vocali della medesima parola non formanti

dittongo o trittongo Ex: e fuggiano, e pareano un corteo nero (G. Carducci) Licenze poetiche Prstesi (o prtesi): si ha quando si aggiunge una lettera o una sillaba in principio di parola per eufonia. Ex: Narran le istorie e cantano i poeti (G. Carducci, Mito e verit, v 1) Anaptissi (o epntesi): si ha quando si inserisce una vocale fra due consonanti, cos da formare una sillaba in pi. Ex: Ciascun riveder la trista tomba (Dante, Inferno, VI, v 97 (invece di RIVEDRA)

Licenze poetiche 2 Afresi: indica la caduta o soppressione di una sillaba o di una lettera in principio di parola Ex: tu pria che lerbe inaridisse il (in)verno (G. Leopardi, A Silvia, v 40) Sincope: consiste nella caduta di una o pi lettere allinterno di una parola Ex: allor che allopre femminili intenta (G. Leopardi, A Silvia, v 10 (onvece di OPERE) Apocope: indica la caduta di una o pi lettere alla fine della parola Ex: per lo libero ciel fan mille giri (G. Leopardi, Il passero solitario, v10 (invece di CIELO) Versi piani, sdruccioli e tronchi Il verso si dice piano, se termina con una parola piana

(accento tonico sulla penultima sillaba); sdrucciolo, se termina con una parola sdrucciola (accento tonico sulla terzultima sillaba); tronco, se termina con una parola tronca (accento tonico sullultima sillaba). Ex: Endecasillabo piano: E / vi / ri / ve / do, o / gat / ti / ci / dar / gn / to Endecasillabo sdrucciolo: Ec / co / lac / qua / che / scro / scia e il / tuon / che / brn / to / la ((endecasillabi sdruccioli = 12 sillabe) N.B. Quindi bene chiarire subito che la nota distintiva dell'endecasillabo non il numero effettivo di sillabe, bens il fatto che in tutti i casi l'accento dell'ultima parola del verso cada sempre sulla decima sillaba! N.B Lendecasillabo

errore comune pensare che tutti gli endecasillabi debbano avere sempre e comunque undici sillabe. Ci, se pure nella maggior parte dei casi vero, non costituisce una regola. L'avere undici sillabe non altro che la diretta conseguenza del fatto che la lingua italiana sia formata prevalentemente da parole piane, cio che hanno l'accento sulla penultima sillaba. Quindi: nella sua pi comune uscita piana esso costituito da undici sillabe metriche; nella sua uscita tronca sar per formato da dieci sillabe metriche;in quella sdrucciola invece da dodici sillabe metriche

La rima I versi possono rimare secondo schemi solitamente indicati con le lettere maiuscole dellalfabeto. Vi sono vari tipi di rime: Rima baciata Rima alternata Rima chiusa o incrociata Rima incatenata Rimalmezzo o interna Rima equivoca Assonanza Consonanza Versi sciolti

Rima baciata: Due versi successivi rimano tra loro, presentando lo stesso suono (AA, BB) Ex: Una donna salza e cnta A La segue il vento e lincnta A E sulla terra la stnde B E il sogno vero la prnde. B Rima alternata: Rimano i versi alterni ( ABAB, CDCD) Ex: Lo stagno risplende. Si tce A

la rana. Ma guizza un baglire B dacceso smeraldo, di brce A azzurra: il martin pescatre B Rima incrociata (anche detta chiusa) Ex: Non pianger pi. Torna il diletto fglio A a la tua casa. E stanco di mentre. B Vieni; usciamo. Tempo di rifiorre. B Troppo sei bianca: il volto quasi un gglio. A Rima incatenata:Il primo verso rima con il terzo,

mentre il secondo rima con il primo e terzo della terzina seguente (ABA, BCB, CDC...), e cos via. Ex: C qualcosa di nuovo oggi nel sle, A anzi dantico: io vivo altrove, e snto B che sono intorno nate le vile. A Son nate nella selva del convnto B dei cappuccini, tra le morte fglie C che al ceppo delle quercie agita il vnto. B Rima al mezzo (o rima interna): La rima cade

in fine di emistichio (a met verso) o allinterno del verso. Ex: Odi greggi belar, muggire armnti; gli altri augelli contnti, a gara insieme per lo libero ciel fan mille giri (Leopardi, Il passero solitario) Rima equivoca: si ha quando la rima formata da parole di uguale suono e di significato diverso. Ex: Vanno. Tra loro parlano di morte. Cadono sopra loro foglie morte. Sono con loro morte foglie sole. Vanno a guardare l'agonia del sole. (G. Pascoli Diario autunnale, II, vv 5-8)

Assonanza: una rima imperfetta nella quale le vocali sono uguali e le consonanti diverse. Pu essere interna. Ex: Carnevale vecchio e pzzo s venduto il matersso Consonanza: una rima imperfetta nella quale le consonanti sono uguali e le vocali diverse. Pu essere interna. Ex: Qual quel cane ch'abbaiando aggna, e si racqueta poi che 'l pasto morde, ch solo a divorarlo intende e pgna. Verso Libero: in una poesia sono versi che non rimano tra di loro. Ex: Volata sei, fuggita come una colomba

e ti sei persa l, verso oriente. Ma son rimasti i luoghi che ti videro e lore dei nostri incontri. Ore deserte, luoghi per me divenuti un sepolcro a cui faccio la guardia. (V. Cardarelli, Abbandono) N.B Esiste anche il blank verse: un metro senza rima ispirato all'endecasillabo sciolto italiano, che ebbe grande diffusione nella poesia epica e nel dramma. Anche detto pentametro giambico senza rima. Il blank verse rimane uno dei versi maggiormente utilizzati nella poesia inglese proprio perch il pi vicino al ritmo naturale della lingua inglese e per la sua capacit di adattarsi a diversi livelli di linguaggi. Venne introdotto nella poesia inglese da Henry Howard che insieme con il suo amico amico Sir Thomas Wyatt introdussero il sonetto nella poesia inglese del XVI secolo.

La metrica a) b) c) La metrica studia: I piedi (ovvero linsieme di sillabe lunghe e brevi) i versi (insieme di pi piedi) le strofe (insieme di pi versi) Il ritmo a sua volta lordinato fluire di sillabe lunghe e brevi. Esempi di piedi: -

U trocheo U- giambo -UU dattilo UU- anapesto - - spondeo N. B. I dittonghi sono lunghi per natura. La strofa:

I versi italiani si raggruppano secondo regole determinate, ma non rigide, per formare le strofe.Tipi di strofa: Distico Terzina Quartina Sestina Ottava StanzaLibera Distico: Strofa di due versi per lo pi in rima baciata (AA, BB...) o alternata (AB, AB...). Ex: Erano in fiore i lill e lulivelle;A

ella cuciva labito di sposa;B Terzina: Strofa di tre versi a rima incatenata (ABA, BCB, CDC...). Ex: Cerbero, fiera crudele e diversa,A con tre gole caninamente latraB sovra la gente che quivi sommersa.A Quartina: Strofa di quattro versi a rima alternata (ABAB...) o incrociata (ABBA...). Ex: Forse perch della fatal quieteA tu sei limmago a me s cara vieniB o Sera! E quando ti corteggian lieteA le nubi estive e i zeffiri sereniB Sestina:Strofa di sei versi con rime varie. Ex: Signorina Felicita, a questoraA scende la sera nel giardino anticoB della tua casa. Nel mio cuore amicoB

scende il ricordo. E ti rivedo ancora,A e Ivrea rivedo e la cerulea DoraA e quel dolce paese che non dico.B Ottava: Strofa di otto versi endecasillabi: i primi sei sono a rima alternata (AB, AB, AB), gli ultimi due a rima baciata (CC). Ex: Su la riviera Ferra trovosseA di sudor pieno e tutto polveroso.B Da la battaglia dianzi lo rimosseA un gran disio di bere e di riposo;B e poi, mal grado suo, quivi fermosse,A perch, de lacqua ingordo e frettoloso,B lelmo nel fiume si lasci cadere,C n lavea potuto anco riavere.C

Stanza: E la strofa della canzone. Si compone di due parti: la fronte (che si divide in due piedi) e la srima o sirma (che pu essere divisa in due volte). Fronte e sirima sono collegate da un verso, chiamato chiave. I versi usati sono il settenario e lendecasillabo. Esempio di Stanza Chiare, fresche e dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; 1 piede

2 piede gentil ramo ove piacque (con sospir mi rimembra) a lei di fare al bel fiancho colonna; |herba et fior che la gonna| chiave leggiadra ricoverse

co langelico seno; aere sacro, sereno, 1 volta

ove Amor co begli occhi il cor maperse: |date udienzia insieme le dolenti mie parole extreme. (F. Petrarca, Chiare, fresche et dolci acque, vv 1-13) In Rosso la fronte In verde la sirima 2 volta Il sonetto.

E un componimento di 14 versi endecasillabi, composto da due quartine, a rima alternata o chiusa, e due terzine, con schema metrico vario. Il sonetto fu la forma prediletta della lirica dell'arte italiana, allargandosi gi nel Duecento, dalla primitiva materia d'argomento amoroso a quella d'argomento morale, civile, politico, satirico e burlesco. Esso stato modificato nei vari paesi in cui stato importato, infatti sono stati aggiunti ritornelli o coda. Alla fine del Duecento prevalse lo schema ABBA ABBA (Rima incrociata) e fu considerato lo schema normale del Trecento. Il sonetto caudato Nel Duecento sorse presso i poeti Pisani una forma di sonetto

che godette di grande popolarit durante il Trecento ed era destinata a divenire il metro della poesia Burlesca, il sonetto caudato (Questa variante si svilupp sino a XIV secolo. Si trattava di un sonetto a cui veniva aggiunta una "coda", solitamente costituita da un settenario in rima con l'ultimo verso del sonetto, e un distico di endecasillabi a rima baciata. Per ogni coda successiva alla prima il settenario rima con l'ultimo verso della coda precedente. La "coda" non ha una lunghezza definita N.B Caudato: dal latino cauda che significava coda Petrarca e il sonetto. Molti

dei suoi sonetti mostrano una tendenza agli artifici della vecchia lirica. Il Petrarca un punto di arrivo, non un principio, il suo canzoniere rappresenta l'ultima trasformazione cui giungono, sotto l'azione di un nuovo psicologismo, la teoria dell'amore e i modi di corteggiare, inventati dai poeti provenzali e stilnovisti. Nel Quattrocento la seconda parte del sonetto rappresenta la conclusione, il culmine, di qui la tendenza a far della prima parte una sorta di introduzione all'idea che si spiegava intera solo nelle terzine. Tuttavia importante osservare che tanto ritmicamente quanto musicalmente il sonetto appare di

forma affine alla stanza della canzone, si divide in quattro periodi ritmici analoghi a quelli della stanza che poi furono chiamati piedi e volta. Per la sua stessa struttura, quindi, il sonetto richiedeva un concetto, sotto l'influsso dell'epigramma. Col tempo, per, il sonetto cess di esser la forma preferita della lirica italiana. In Francia il primo ad usarlo fu Marot, nella prima met del Cinquecento, mentre nella lirica Inglese fu introdotto per la prima volta da sir Thomas Wyatt nella prima met del 1500. Il sonetto italiano, inquadrato nell'ambito della letteratura europea, stato modificato e adattato dalle

varie letterature, le quali lo hanno reso a mala pena riconoscibile, e gli hanno fatto perdere soprattutto ogni similarit metrica. Con Alfieri (1749-1803) e soprattutto con Foscolo (1778- 1827) il sonetto si riprese e seppe equamente distribuire la sua piena dell'ispirazione in tutte le sue varie parti. Un esempio di ci sono gli otto sonetti scritti da Foscolo prima del 1802, sono legati al clima passionale dell'Ortis. Schema metrico del sonetto italiano: ABBA, ABBA, CDC, DCD. Schema metrico del sonetto inglese: ABAB, CDCD, EFEF, GG.

Durante il periodo della dinastia Tudor,(Enrico VII, Enrico VIII, Maria Stuarda ed Elisabetta I ), Sir Thomas Wyatt (prima met del 500) introdusse in Inghilterra il sonetto petrarchesco, producendo anche la modificazione dello schema, che fu diviso in tre quartine seguite da un distico, per motivi strettamente differenti legati alla struttura linguistica, meno ricca di rime. Il sonetto shakespeariano Nel sonetto, William Shakespeare adott una variante; la forma usata dal compositore non equivale alla forma italiana, ma consiste di tre quartine di endecasillabi rimati alternatamente e di un distico finale. I suoi sonetti sono considerati di una certa importanza perch costituiscono un

tentativo di abbandonare la tecnica drammatica per quella narrativa. Molti sono gli studiosi che li hanno, infatti, considerati rivelazioni di esperienze personali e di commozioni. Shakespeare utilizz una curiosa forma intermedia (abba,abba,cdcd,ee) Il sonetto petrarchesco Il sonetto petrarchesco o italiano prende il nome dal poeta rinascimentale italiano Francesco Petrarca (Petrarca 1304-1374). Fa rima come segue: abbaabba nei primi otto versi (l'ottava), e variamente negli ultimi sei (il sestetto): cdcdcd, cdecde, ccdccd, cddcdd, cdecde o cddcee. Il sonetto petrarchesco ha una struttura di due parti: la rottura tra l'ottava e sestina si chiama Volta ("turn" o "punto di svolta").

L'ottava presenta un argomento, e la sestina il turno o punto di svolta. Lode Componimento poetico di contenuto nobile e profondo, privo di uno schema metrico preciso e vario nei tipi di versi che possono essere settenari, ottonari, decasillabi, doppi quinari, doppi senari. Si svilupp nel Cinquecento ad imitazione dei classici greci e latini: Anacreonte, Pindaro, Saffo, Orazio. E stata molto utilizzata dai nostri poeti: Parini, Foscolo, Manzoni, Carducci, Pascoli, DAnnunzio. Se tratta di argomenti civili o religiosi, prende il nome di inno.

Es: Il Cinque Maggio, Manzoni Grazie per lattenzione e in bocca al lupo!

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